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Quanto consuma un condizionatore

Le estati di questi ultimi anni hanno battuto qualsiasi record in termini di alte temperature e anche quest’anno si prevedono dei mesi particolarmente roventi, con picchi considerevoli in tutta Italia. Il condizionatore, in un mondo sempre più soggetto a ondate di calore, è diventato una vera e propria necessità per molte famiglie. Tuttavia, l’uso di questo elettrodomestico deve scontrarsi con il caro energia e, quindi, con le bollette della luce: nonostante le più recenti rilevazioni dell’ARERA mostrino un trend decisamente più positivo rispetto al passato, i livelli sono ormai lontani da quelli pre-pandemia.

Il consumo di un condizionatore, com’è facile immaginare, dipende da diversi fattori, tra cui la classe energetica, il tempo di utilizzo e le dimensioni degli ambienti. Non solo: anche gli stessi modelli di condizionatore in commercio possono essere diversi tra loro dal punto di vista tecnico, con caratteristiche e peculiarità che rendono un prodotto adatto per una tipologia di utilizzo e non per altre.

Scopriamo, quindi, quanto consuma un condizionatore, prendendo in considerazione le principali variabili che possono incidere sulla bolletta.

5 caratteristiche di un condizionatore che ne influenzano il consumo

I consumi di un condizionatore possono essere influenzati da diversi fattori esterni, come ad esempio la temperatura che si ha all’interno e fuori dall’abitazione o l’isolamento dell’ambiente da raffrescare, ma vi sono alcuni fattori legati alle caratteristiche dell’apparecchio che possono incidere notevolmente sulla spesa energetica:

  • la classe energetica;
  • il SEER;
  • la potenza del condizionatore (BTU e KWh)
  • il tempo di utilizzo;
  • il tipo di condizionatore.

Classe energetica

La classe energetica è senza dubbio uno dei fattori principali che incide sul consumo del condizionatore e indica le prestazioni energetiche del dispositivo. Il sistema di classificazione parte dalla classe D (quella più bassa) fino alla A+++.

Un dispositivo con una classe energetica più alta sarà più efficiente e, di conseguenza, consumerà meno energia per rinfrescare l’ambiente rispetto ad un condizionatore di classe inferiore.  Oltre ad un risparmio sulla bolletta, gli elettrodomestici con classi energetiche più alte hanno un impatto inferiore sull’ambiente e contribuiscono a ridurre l’emissione di gas serra.

SEER

Il SEER (acronimo di Seasonal Energy Efficiency Ratio) è un indice che viene utilizzato per valutare la capacità di raffreddamento di un sistema di climatizzazione rispetto al consumo energetico stagionale. Il SEER viene segnalato sulle etichette dei prodotti ed è correlato alla classe di efficienza:

  • Classe A+++: il SEER ha un valore pari o maggiore a 8,50;
  • Classe A++: il SEER ha un valore pari o superiore a 6,10;
  • Classe A+: il SEER ha un valore pari o superiore a 5,60;
  • Classe A: il SEER ha un valore pari o superiore a 5,10;
  • Classe B: il SEER ha un valore pari o superiore a 4,60;
  • Classe C: il SEER ha un valore pari o superiore a 4,10;
  • Classe D: il SEER ha un valore pari o superiore a 3,60.

È possibile, quindi, che due climatizzatori della stessa classe energetica abbiano dei valori SEER diversi: per avere prodotti più efficienti dal punto di vista dei consumi, quindi, consigliabile in questi casi puntare sui modelli con SEER più alti.

Potenza del condizionatore

Prima di capire quali sono i consumi effettivi di un condizionatore, è essenziale innanzitutto comprendere a cosa si riferiscono due unità di misura utilizzate spesso per valutare i consumi e la potenza degli apparati: stiamo parlando di BTU e di KWh.

BTU

Il BTU (acronimo di British Thermal Unit) è l’unità di misura dell’energia utilizzata nei Paesi anglosassoni. In relazione a questo tema, indica la quantità di calore che il condizionatore può rimuovere da un ambiente nell’arco di un’ora. Più alta è la capacità BTU di un condizionatore, più grande è la quantità di calore che può rimuovere, e quindi, potrà avere una maggiore capacità di raffrescamento anche in superfici più estese.

Diversi esperti consigliano di utilizzare una semplice formula per calcolare i BTU necessari in base alle dimensioni di una stanza:

metri cubi di una stanza x 100

  • I metri cubi possono essere calcolati moltiplicando i metri quadri per l’altezza dell’ambiente;
  • il numero 100 si riferisce ai BTU necessari per climatizzare 1 metro cubo.

Utilizzando un esempio pratico, possiamo dire che un condizionatore da 12000 BTU potrebbe essere adatto per un ambiente di circa 45 metri cubi, con un’altezza minima interna di circa 2,70 metri.

KWh

Il kilowattora (KWh), invece, è l’unità della potenza elettrica: in questo caso ci si riferisce all’energia che il condizionatore consuma per poter funzionare. 1 kilowattora rappresenta l’energia consumata da un dispositivo che lavora a 1.000 watt per un’ora. Ovviamente l’efficienza energetica di un condizionatore non è costante, ma varia in base ad ulteriori fattori, come ad esempio la temperatura esterna, i gradi impostati sul condizionatore, l’ambiente in cui il condizionatore viene installato, etc….  Il kWh è l’unità di misura utilizzata dalle compagnie elettriche per calcolare i consumi di energia in fattura: è importante, quindi, sapere quanti kWh il tuo condizionatore utilizza può aiutarti a capire quanto potrebbe impattare sulla tua bolletta.

Tempo di utilizzo

I consumi energetici di un qualsiasi dispositivo collegato alla presa di corrente, compreso il condizionatore, dipendono anche dal tempo di utilizzo: più ore viene utilizzato, maggiore sarà la spesa. Proviamo a rispondere ad una semplice domanda per avere un’idea più chiara del funzionamento: quanto consuma un condizionatore in un’ora?

Facendo una media abbastanza generica e prendendo in considerazione una potenza di circa 500 e 1000 watt, i kw consumati in un’ora saranno circa 0,5-1 (KWh). Se ipotizziamo un costo al KWh di 0,50€, un’ora di utilizzo inciderà sulla bolletta di circa 0,25-0,50€.

Mantenere acceso per 6-8 ore al giorno l’aria condizionata, quindi, potrebbe costare fino a circa 4€, pari a 120€ al mese. Come abbiamo già scritto in precedenza, però, queste sono soltanto delle cifre indicative, volte a comprendere il meccanismo, poiché il condizionatore non andrà sempre alla massima potenza ed è probabile che non verrà acceso ogni singolo giorno del mese per le stesse ore. Inoltre, il costo dell’energia può essere diverso, in base alla tariffa luce sottoscritta.

Tipo di condizionatore

Un’altra variabile che può incidere sulla bolletta è rappresentata dal tipo di condizionatore. Sul mercato ne esistono di vari tipi, ognuno con prestazioni e consumi differenti. Alcuni dispositivi, inoltre, sono adatti ad alcuni ambienti o a specifiche esigenze dell’utente.

Ecco i più diffusi:

  • condizionatori fissi: vengono installati in modo permanente su un ambiente e sono dotati di un’unità esterna (con al suo interno alcune componenti essenziali per il funzionamento, come il compressore, il condensatore e la ventola). Solitamente vengono fissati su una parete della stanza da rinfrescare. Esistono dei modelli, detti pompe di calore, che possono anche funzionare come sistemi di riscaldamento nella stagione invernale. I condizionatori a “inverter” sono i più adatti rispetto a quelli tradizionali (i cosiddetti “on/off”) perché garantiscono consumi energetici più contenuti, temperature costanti e una bassa rumorosità.
  • condizionatori portatili: possono essere spostati da una stanza all’altra e sono provvisti di un tubo che passa attraverso la finestra, in modo da eliminare l’aria calda durante il funzionamento. Solitamente hanno dei consumi più alti rispetto ai fissi e possono essere decisamente più rumorosi.

Quanto consuma un condizionatore: il calcolo

Per determinare il consumo effettivo di un condizionatore, potrebbe essere utile mettere in relazione BTU e KWh. Facendo una stima generica, possiamo affermare che 1 BTU richiede circa 0,293 watt. Un condizionatore da 10.000 BTU, quindi, avrebbe un consumo energetico di circa 2,93 KWh all’ora.

Trattandosi, però, di una stima generica, non può rispecchiare in toto il consumo effettivo, soggetto da altri fattori (come l’efficienza del condizionatore, le condizioni ambientali, l’isolamento della stanza, la temperatura impostata e il numero di ore in cui è acceso).

Un condizionatore ad alta efficienza, ad esempio, può consumare meno energia per BTU rispetto a un modello meno efficiente. Raffrescare un ambiente durante una giornata particolarmente calda o una stanza scarsamente isolata, richiederà maggiori consumi. O ancora, impostare il termostato a una temperatura più bassa o far funzionare il condizionatore per più ore al giorno, aumenterà inesorabilmente il consumo di energia.

Quanto consuma un condizionatore in euro

Mettendo da parte i discorsi prettamente tecnici, è probabile che in tanti vogliano sapere quanto consumi un condizionatore dal punto di vista economico, quanto il suo utilizzo possa incidere sulla bolletta della luce: in questo caso il costo della componente energia del vostro contratto gioca un ruolo importante nel calcolo. Si tratta del prezzo medio al kWh applicato dal fornitore sull’offerta luce sottoscritta. 

Se prendiamo in considerazione un condizionatore da 1000 W e un prezzo medio della componente di 0,067€/kWh, tenerlo acceso per 8 ore avrà un costo di 0,536€. Utilizzandolo ogni giorno per un mese potrebbe significare 16€ di spesa in bolletta.

Ovviamente ogni caso è differente, poiché il costo dell’energia può cambiare in base al periodo e al fornitore scelto. Inoltre ogni modello di condizionatore ha caratteristiche differenti relative alla potenza e ai consumi, come abbiamo visto in precedenza. 

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Come risparmiare sul consumo del condizionatore? 5 consigli

Dopo aver visto quanto consuma un condizionatore e quali sono i principali fattori che influenzano maggiormente l’impatto del suo utilizzo in bolletta, ecco alcuni consigli utili da mettere subito in pratica:

Manutenzione regolare

La manutenzione del condizionatore è fondamentale per mantenerlo sempre efficiente. Assicuratevi di pulire o sostituire i filtri regolarmente, soprattutto durante la stagione di utilizzo intensivo. Verificate, inoltre, che l’unità esterna non sia ostruita da foglie, detriti o polvere.

Regolate il termostato in modo intelligente

L’utilizzo del termostato programmabile può consentire un risparmio importante, perché consente di impostare temperature differenti a seconda delle situazioni. In linea generale, è consigliabile mantenere una temperatura di circa 24-26° durante le ore diurne e alzarla quando non si è in casa oppure durante la notte.

Sfruttate la modalità “Eco”

Gran parte dei condizionatori attualmente in commercio prevede una modalità di risparmio energetico, che consente di ridurre il consumo energetico dell’apparato durante l’utilizzo, limitando la velocità della ventola e la temperatura di raffreddamento. Grazie a questa impostazione si può arrivare a risparmiare addirittura il 20% rispetto alla modalità “standard”;

Usate il condizionatore in abbinamento a un ventilatore

Sembra quasi un paradosso, eppure associare un ventilatore al condizionatore aumenta la percezione di una temperatura più fresca in casa, anche aumentando il termostato di qualche grado. In alternativa è possibile usare il condizionatore per metà tempo e sfruttare il ventilatore per l’altra metà: utilizzando questo sistema si potrebbe avere un grosso risparmio in bolletta, mantenendo comunque una buona climatizzazione dell’ambiente.

Isolare l’ambiente da climatizzare

Una stanza ben isolata garantisce un ulteriore riduzione della spesa energetica di almeno il 10% (e in alcuni casi anche molto di più) rispetto ad ambienti non sufficientemente coibentati.

Un consiglio bonus per il risparmio è senza dubbio quello di scegliere in modo oculato l’offerta più conveniente per le proprie necessità ed esigenze. Sul Mercato Libero è possibile approfittare di numerose promozioni e iniziative dedicate ai nuovi clienti, con sconti sulla componente per i primi 12-24 mesi.